Telegram nella nostra strategia di marketing digitale

Quando si parla di Telegram facciamo ancora l’errore di pensarlo “solo” come un’applicazione antagonista a Whatsapp. E’ invece decisamente più simile a un social media e negli ultimi mesi ha fatto una crescita veramente incredibile. Un nuovo canale di comunicazione diretta con i nostri clienti o gli utenti che un giorno lo diventeranno.

Perché utilizzare Telegram nella nostra strategia di marketing?

Partiamo mettendo sul piatto i numeri che sta facendo Telegram: alla fine del 2021 l’app ha raggiunto il miliardo di download nel mondo (solo una quindicina di app vantano questo primato) e il record di 17 milioni di utenti in Italia. Se vogliamo fare un paragone, nello stesso periodo, Facebook contava 35 milioni di utenti e Linkedin 18. Con la differenza però che se il gruppo Meta è in crisi e Linkedin perde terreno, Telegram continua invece la sua crescita dirompente.

I motivi del suo successo? Sono veramente tanti e strutturati, ma per me i principali sono questi:

  • è un’app considerata sicura e più rispettosa della privacy rispetto alle altre simili
  • è molto completo, ma al tempo stesso facile da usare
  • ha un’API aperta e un codice sorgente aperto da poter sfruttare in tanti modi
  • è veramente in cloud e permette di accedere alle tue chat da più dispositivi
  • è veloce, potente e non ha limiti per la dimensione dei media e delle chat
  • offre strumenti come i canali pubblici e privati che garantiscono funzionalità da tipico social media
  • è in continuo e rapido sviluppo e integra già la possibilità di accettare pagamenti elettronici e diffondere contenuti in streaming audio/video

Il confronto fra Telegram e Whatsapp

Paragonare Telegram a Whatsapp è l’errore più grande che possiamo fare. Telegram non è una semplice app di messaggistica istantanea. Si tratta invece di un vero social media anche se in una formula completamente diversa rispetto a quella che normalmente siamo abituati a utilizzare. Il pubblico più consumer è comunque abituato a usarlo anche per scambiare messaggi. Chi prova Telegram, anche senza avere conoscenze approfondite del digitale, si rende conto subito della superiorità tecnica rispetto a Whatsapp.

Telegram integra decine di funzionalità in più e quelle che condivide con Whatsapp sono comunque molto più veloci e stabili. Insomma, non c’è paragone. Ovvio però che al momento è più facile scoprire che un cliente sia presente su Whatsapp rispetto a Telegram. Ma questa regola non è detto che venga rispettata in futuro visto che Telegram continua la sua crescita inarrestabile.

I canali pubblici e privati

I canali pubblici e privati sono una particolarità di Telegram che vale tantissimo per chi lo deve utilizzare in un ottica di business. Proviamo a spiegare cos’è un canale nel modo più semplice possibile: in pratica si tratta di gruppi dove però gli aderenti non possono scrivere e non si vedono tra loro. Alla fine quindi solo gli amministratori potranno inviare messaggi a tutti gli iscritti al canale nel pieno rispetto della privacy (visto che nessuno può vedere gli altri iscritti) e soprattutto senza intasare di notifiche il nostro smartphone.

Quindi si potrebbero usare per:

  • postare aggiornamenti sulla nostra attività o sui servizi/prodotti
  • proporre scontistiche e promozioni riservate a chi segue il canale
  • divulgare informazioni utili che parlano delle opportunità del proprio settore
  • pubblicare casi studio di clienti realmente supportati
  • inviare audio pillole per alimentare specifiche rubriche tematiche
  • pubblicare mini-video o anche filmati molto lunghi
  • sostituire la newsletter per avvisare gli utenti di nuovi contenuti del nostro sito web
  • effettuare dirette streaming audio o audio/video facendo anche partecipare il pubblico
  • inviare comunicazioni periodiche riservate ai clienti (con i canali privati)
  • creare vademecum sempre aggiornati per fornire informazioni massive sulla nostra attività

Live streaming audio e video su Telegram

Fare live streaming sulle maggiori piattaforme social ha un solo problema: la community non viene sollecitata e resa interattiva. Con Telegram invece è possibile programmare una diretta, scegliere se trasmettere come solo audio o anche video, andare live con gli strumenti offerti in-app oppure usare un applicativo cloud (come il famoso Streamyard) grazie alla modalità RTMP.

Inoltre è possibile aggiungere anche altri relatori alla live scegliendoli direttamente dal pubblico grazie anche alla funzione che permette agli utenti di alzare la mano. Infine si può condividere lo schermo per costruire contenuti formativi come per esempio un webinar.

L’audio e il video vengono poi salvati nei nostri messaggi privati e possono essere scaricati per poi diventare un video Youtube o addirittura una puntata del nostro podcast. Tutto questo senza avere grandi competenze, ma soprattutto garantendo una sorta di intimità della community. Un ambiente dove l’utente si sente veramente parte di un gruppo “privilegiato”.